venerdì 4 aprile 2008

Socialisti e Sinistra Arcobaleno

In queste ore, non poche dichiarazioni su possibili rapporti tra PS e SA. Si sono espressi, oltre Bertinotti, anche Boselli, Migliore, Grillini. Un nostro breve commento, ma sulla questione - che riteniamo importante - ci ritorneremo.
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Abbiamo da tempo valutata come possibile ed auspicabile una collaborazione con i socialisti del Ps su alcuni temi specifici ( laicità, diritti civili, istruzione pubblica ) come nelle amministrazioni locali. Ma, francamente, nonostante il nostro non pregiudiziale approccio, andare oltre, oggi, è davvero difficile.
Farlo, creerebbe esclusivamente possibili fratture all'interno dei due schieramenti ( nel PS e nella SA ). Se è vero che non pochi temi uniscono, tanti e fondamentali dividono : i riferimenti storici al passato socialista italiano per lo Statuto dei Lavoratori, come la politica sul medioriente possono trovare casa nella SA, ma nel PS queste questioni vengono citate esclusivamente come " patrimonio storico ", non vengono più declinate nelle loro politiche quotidiane. Faciamo un esempio. E' davvero immaginabile che chi praticamente rivendica legge 30 ad esempio possa trovare forme di collaborazione con chi la vuole fortemente cambiare, quando non cancellare ? Dirigenti che fino a pochi mesi fa erano con il centro destra, possono trovare forme di collaborazione con la SA ? Con tutta la buona volontà, lo troviamo davvero improbabile. E' chiaro che è auspicabile che una cultura socialista ( intendendola nella variante " temperata " un po' meno di sinistra ) sia presente in una Sinistra più ampia. Serve per ingrandire il fronte che vuole contastare il duopolio PD-PDL, serve per i lavoratori, serve per i giovani, per le classi meno abbienti. Ma la nuova Sinistra, deve parlare di un nuovo Socialismo, deve essere coerentemente e modernamente anticapitalista, non puo', altrimenti non è, limitarsi ai soli diritti civili ed alla laicità.
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Sinistra Socialista

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La Sinistra - L'Arcobaleno - Lo spot TV

Intervista a Fausto Bertinotti da Il Manifesto di domenica 9 marzo

Manifesto della Sinistra Socialista - Sintesi


La fine del vecchio e l'inizio del nuovo secolo sono segnati da una forte crisi che investe tutto l'intero sistema sociale : dall'economia alla cultura, dall'ambiente ai diritti. Le manifestazioni di questa crisi sono moltepilici : dalla crisi economica mondiale, che rischia di investire tutti gli stati sviluppati al dilagare della precarietà, finanche ad un mai risolto problema della disoccupazione; da un quanto mai attuale problema della pace nel mondo alle tragiche questioni ambientali, dall'invadenza della religione nella scuola, nella società, ad un imbarbarimento culturale delle giovani generazioni.Davanti ad uno scenario come questo, il nuovo movimento dei lavoratori, potrà vincere questa sfida solo dotandosi di un progetto ambizioso, alto e sinceramente realistico. Che trae la sua ispirazione dalle grandi culture politiche del passato ( socialiste e comuniste in primis ) e dalle grandi lotte che il movimento ha combattutto. La crisi di questo capitalismo è evidente, ma gli sbocchi non sono scontati : nella dilemma sempre attuale tra " socialismo e barbarie ", quest'ultima potrebbe prevalere.La capacità del nuovo movimento operaio di guidare ed incidere nei processi, potrà avere come possibile esito della crisi, il Socialismo. Socialismo che si svilupperà su pochi ma precisi criteri e valori : uguaglianza, centralità del lavoro, benessere economico diffuso, salvaguardia dell'ambiente, laicità della società come base dei diritti civili.Sarà necessaria nel tempo, una tessitura di alleanze riformatrici, con settori del nuovo movimento operaio e con settori della società progressista. Alleanze anche mobili, nel tempo e nei luoghi, senza perdere mai la prospettiva socialista ed anticapitalista. All'interno della varia articolazione della Sinistra, fondamentale sarà la ricerca dell'unità, nei contenuti, con partiti e movimenti. Dare cittadinanza politica alla Sinistra diffusa, a quella nascosta. La Sinistra che con coraggio e coerenza deve operare ovunque, in tutti i settori della società, dai luighi di lavoro alle periferie, dai movimenti a tutti i livelli delle istituzioni, senza paure. Per fare questo, è necessaria una chiara autonomia politico-organizzativa : plurale, che garantisca e che metta a valore le diverse esperienze e le culture.La situazione politica venutasi a creare in Italia ( due grandi partiti liberisti ) ci impone una svolta. La barbarie è dietro l'angolo.