mercoledì 2 aprile 2008

E Bertinotti tese la mano ai «compagni socialisti»


di S.C. da l'Unità del 02/04/2008

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Marciare divisi per colpire uniti può andare bene solo fino a un certo punto, poi bisogna fare fronte comune. Ecco perché Fausto Bertinotti tende una mano ai «compagni socialisti», auspicando l'apertura di un dialogo all'indomani del voto. «La questione di una forza socialista in Italia è un problema aperto, in questa campagna non ha una risposta soddisfacente», nota il presidente della Camera nel corso di una videochat sul sito web della Sinistra arcobaleno. Da qui la proposta a tutte «le componenti socialiste che sono interessate alle sorti della sinistra italiana» di aprire un canale di comunicazione che parta dalla «vicinanza sulla laicità, sull'idea di difendere la persona da ogni forma di oscurantismo».Al candidato premier della Sinistra arcobaleno non sfugge che con Enrico Boselli e i suoi ci sono anche elementi di diversità, in particolare sul teneno della politica economica e sociale: «I socialisti si sono andati convincendo dell'utilità di una politica sostanzialmente liberale, dell'idea della privatizzazione, che invece secondo me ha fallito». Ma Bertinotti si rende anche conto che quello che definisce il «duopolio» Pd-Pdl mette a rischio l'esistenza stessa di grandi famiglie culturali e politiche italiane. E se l'unità della sinistra cosiddetta radicale è per Bertinotti «questione di vita o di morte», le soglie di sbarramento del 4% alla Camera e dell'8% al Senato dell'attuale legge elettorale mettono i socialisti di fronte a un serio rischio di estinzione in Parlamento. La risposta di Boselli non si fa attendere, ma contiene anche elementi critici: «Un patto in difesa della laicità va fatto, ma andrebbe fatto prima del voto», dice il candidato premier del Partito socialista. «Bertinotti, invece, scegliendo programmaticamente di stare all'opposizione, ha reso impercorribile il cammino di un accordo comune per una sinistra riformista e socialdemocratica». Accenti polemici che al quartier generale della Sinistra arcobaleno vengono minimizzati. Un po' perché lo stesso Boselli ammette comunque che il dialogo «resta fondamentale» perché «i diritti di libertà e di laicità chiaramente non passano il Pd di Veltroni e Di Pietro». Un po' perché all'interno dello stesso Partito socialista c'è chi, come Lanfranco Turci, dice che al di là delle differenze tra sinistra movimentista e sinistra riformista, «è giusto tenere aperto un confronto in vista di un futuro post elettorale» in cui il punto interrogativo sarà il ruolo che giocherà il Pd.Comunque vadano queste prove di dialogo, Bertinotti è convinto che quello dell'unità a sinistra è un «processo irreversibile», che dopo il voto di aprile bisogna aprire il processo costituente della Sinistra arcobaleno che vada ben al di là della «ipotesi federativa» di cui parla Oliviero Diliberto e che in questa fase «è meglio passare per l'opposizione, ricostruire i rapporti di forza, di partecipazione e quindi l'emozione".
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Diciamo semplicemente, che nel momento in cui avere nuovi diritti civili è sempre più difficile, la chiesa e il suo apparato prepotentemente condizionano la vita politica e sociale del paese, si arriva a dover fare battaglie di difesa di diritti acquisiti da decenni, la collaborazione con i socialisti del PS è più che mai positiva. Le differenze su tanti altri temi sono evidenti ( inconciliabili le posizioni del PS su politiche del lavoro ed internazionali con una sinistra anticapitalista ), ma questo non deve impedire un dialogo su quanto unisce.
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Sinistra Socialista

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La Sinistra - L'Arcobaleno - Lo spot TV

Intervista a Fausto Bertinotti da Il Manifesto di domenica 9 marzo

Manifesto della Sinistra Socialista - Sintesi


La fine del vecchio e l'inizio del nuovo secolo sono segnati da una forte crisi che investe tutto l'intero sistema sociale : dall'economia alla cultura, dall'ambiente ai diritti. Le manifestazioni di questa crisi sono moltepilici : dalla crisi economica mondiale, che rischia di investire tutti gli stati sviluppati al dilagare della precarietà, finanche ad un mai risolto problema della disoccupazione; da un quanto mai attuale problema della pace nel mondo alle tragiche questioni ambientali, dall'invadenza della religione nella scuola, nella società, ad un imbarbarimento culturale delle giovani generazioni.Davanti ad uno scenario come questo, il nuovo movimento dei lavoratori, potrà vincere questa sfida solo dotandosi di un progetto ambizioso, alto e sinceramente realistico. Che trae la sua ispirazione dalle grandi culture politiche del passato ( socialiste e comuniste in primis ) e dalle grandi lotte che il movimento ha combattutto. La crisi di questo capitalismo è evidente, ma gli sbocchi non sono scontati : nella dilemma sempre attuale tra " socialismo e barbarie ", quest'ultima potrebbe prevalere.La capacità del nuovo movimento operaio di guidare ed incidere nei processi, potrà avere come possibile esito della crisi, il Socialismo. Socialismo che si svilupperà su pochi ma precisi criteri e valori : uguaglianza, centralità del lavoro, benessere economico diffuso, salvaguardia dell'ambiente, laicità della società come base dei diritti civili.Sarà necessaria nel tempo, una tessitura di alleanze riformatrici, con settori del nuovo movimento operaio e con settori della società progressista. Alleanze anche mobili, nel tempo e nei luoghi, senza perdere mai la prospettiva socialista ed anticapitalista. All'interno della varia articolazione della Sinistra, fondamentale sarà la ricerca dell'unità, nei contenuti, con partiti e movimenti. Dare cittadinanza politica alla Sinistra diffusa, a quella nascosta. La Sinistra che con coraggio e coerenza deve operare ovunque, in tutti i settori della società, dai luighi di lavoro alle periferie, dai movimenti a tutti i livelli delle istituzioni, senza paure. Per fare questo, è necessaria una chiara autonomia politico-organizzativa : plurale, che garantisca e che metta a valore le diverse esperienze e le culture.La situazione politica venutasi a creare in Italia ( due grandi partiti liberisti ) ci impone una svolta. La barbarie è dietro l'angolo.