da www.sinistra-democratica.it
Mi è gradito incontrare Carlo Vallauri,¬ professore di Storia contemporanea dal 1983 al 1997 presso l'Università per stranieri di Siena, ha insegnato altresì Storia dei partiti e Sociologia politica all'Università di Roma "La Sapienza" e Storia dei movimenti sindacali alla Luiss, ed è stato dirigente generale del Ministero del Bilancio e della Programmazione economica.
Ha pubblicato studi sulla politica liberale di Zanardelli, Giolitti e l'occupazione delle fabbriche, il corporativismo, gli statuti e l'organizzazione dei partiti - ricerca CNR in otto volumi -, il PSI e l'Internazionale socialista, la cooperazione agricola, la storia dei sindacati, la guerra in Abruzzo - sulla base dei documenti rinvenuti presso l'Archivio centrale dello Stato, i National Archives e il Record Office di Londra -, Roma contemporanea, i diritti umani e la pace nei manuali scolastici dei paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo (Unesco), la disparità tra uomini e donne nei mass media (Consiglio d'Europa), il teatro italiano contemporaneo (World Encyclopedia of Contemporary Theatre).
Ha tenuto lezioni e conferenze in California, Canada, Francia, Spagna, Olanda, Polonia, Russia, Georgia, Algeria. Suoi testi sono stati tradotti negli Stati Uniti e nei paesi balcanici. Collaboratore e componente dei comitati scientifici di riviste e fondazioni culturali, presidente dell'Istituto laziale di studi storici, è stato direttore di Ridotto e condirettore della Rivista trimestrale di Scienza politica e dell'Amministrazione.
Carlo Vallauri sostiene e sostanzia la presenza della cultura socialista all’interno della Sinistra Arcobaleno.
Da attento osservatore di questioni internazionali ti chiedo come è maturato il successo dei socialisti nelle elezioni municipali e cantonali in Francia?
Il successo si spiega in primo luogo con il giudizio positivo degli elettori, come confermato dalla vittoria sin dal primo turno in numerose città quali Rouen, Digione e Lione, nonché col largo vantaggio conseguito a Parigi da Délanoe sì da far ritenere sicuro il ballottaggio con l’appoggio dei verdi, ai quali si è già rivolto, senza ricorrere ai centristi di Bayrou. Sulla base dell’esito di domenica scorsa, probabile è la vittoria definitiva a Strasburgo, forse anche a Tolosa, e non invece a Marsiglia, dove forte rimane la destra.
Ti sembra che un fattore rilevante sia stato tuttavia l’aumento delle astensioni?
Questo fenomeno si è registrato prevalentemente tra gli elettori di destra, un evidente segnale lanciato al governo, anche se parecchi tra i suoi ministri sono stati eletti nei rispettivi comuni. In ogni caso, appare fermata e anzi rovesciata l’ondata bleu che aveva portato Sarkozy all’Eliseo.
Quindi il successo socialista è maturato in dissenso alla linea del Presidente francese?
No, il Partito Socialista è stato premiato per la sua linea coerente, dopo tante divisioni negli anni scorsi. Tuttavia la situazione resta difficile ed incerta nelle prospettive per tutti i paesi europei.
A proposito di Europa, qual è a questo punto il ruolo delle forze di ispirazione socialista?
Congiunto all’esito delle elezioni in Spagna, lo schieramento socialista resta perno fondamentale per la difesa dei valori del lavoro e della laicità.
Non ritieni che occorra chiedersi come mai invece l’Italia sia in controtendenza?
Alla luce di quanto accade in Europa si imporrebbe anche nel nostro Paese la necessità di scelte precise sui maggiori problemi economici (mercato e regole), appesantiti a causa del debito pubblico, per la cui riduzione si dovrebbe intervenire non escludendo mutamenti di rotta, a cominciare dalle spese militari per accrescere quelle di tipo sociale.
Ma chi sarà in grado di fare questa politica?
Per quanto riguarda i partiti si ripropone l’esigenza della ricomposizione di una sinistra che, unitaria negli obiettivi e plurale nelle ispirazioni sappia affrontare con decisione i problemi impellenti, senza rinunce alle proprie linee di fondo che ne snaturerebbero il carattere a beneficio della destra.
Mi è gradito incontrare Carlo Vallauri,¬ professore di Storia contemporanea dal 1983 al 1997 presso l'Università per stranieri di Siena, ha insegnato altresì Storia dei partiti e Sociologia politica all'Università di Roma "La Sapienza" e Storia dei movimenti sindacali alla Luiss, ed è stato dirigente generale del Ministero del Bilancio e della Programmazione economica.
Ha pubblicato studi sulla politica liberale di Zanardelli, Giolitti e l'occupazione delle fabbriche, il corporativismo, gli statuti e l'organizzazione dei partiti - ricerca CNR in otto volumi -, il PSI e l'Internazionale socialista, la cooperazione agricola, la storia dei sindacati, la guerra in Abruzzo - sulla base dei documenti rinvenuti presso l'Archivio centrale dello Stato, i National Archives e il Record Office di Londra -, Roma contemporanea, i diritti umani e la pace nei manuali scolastici dei paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo (Unesco), la disparità tra uomini e donne nei mass media (Consiglio d'Europa), il teatro italiano contemporaneo (World Encyclopedia of Contemporary Theatre).
Ha tenuto lezioni e conferenze in California, Canada, Francia, Spagna, Olanda, Polonia, Russia, Georgia, Algeria. Suoi testi sono stati tradotti negli Stati Uniti e nei paesi balcanici. Collaboratore e componente dei comitati scientifici di riviste e fondazioni culturali, presidente dell'Istituto laziale di studi storici, è stato direttore di Ridotto e condirettore della Rivista trimestrale di Scienza politica e dell'Amministrazione.
Carlo Vallauri sostiene e sostanzia la presenza della cultura socialista all’interno della Sinistra Arcobaleno.
Da attento osservatore di questioni internazionali ti chiedo come è maturato il successo dei socialisti nelle elezioni municipali e cantonali in Francia?
Il successo si spiega in primo luogo con il giudizio positivo degli elettori, come confermato dalla vittoria sin dal primo turno in numerose città quali Rouen, Digione e Lione, nonché col largo vantaggio conseguito a Parigi da Délanoe sì da far ritenere sicuro il ballottaggio con l’appoggio dei verdi, ai quali si è già rivolto, senza ricorrere ai centristi di Bayrou. Sulla base dell’esito di domenica scorsa, probabile è la vittoria definitiva a Strasburgo, forse anche a Tolosa, e non invece a Marsiglia, dove forte rimane la destra.
Ti sembra che un fattore rilevante sia stato tuttavia l’aumento delle astensioni?
Questo fenomeno si è registrato prevalentemente tra gli elettori di destra, un evidente segnale lanciato al governo, anche se parecchi tra i suoi ministri sono stati eletti nei rispettivi comuni. In ogni caso, appare fermata e anzi rovesciata l’ondata bleu che aveva portato Sarkozy all’Eliseo.
Quindi il successo socialista è maturato in dissenso alla linea del Presidente francese?
No, il Partito Socialista è stato premiato per la sua linea coerente, dopo tante divisioni negli anni scorsi. Tuttavia la situazione resta difficile ed incerta nelle prospettive per tutti i paesi europei.
A proposito di Europa, qual è a questo punto il ruolo delle forze di ispirazione socialista?
Congiunto all’esito delle elezioni in Spagna, lo schieramento socialista resta perno fondamentale per la difesa dei valori del lavoro e della laicità.
Non ritieni che occorra chiedersi come mai invece l’Italia sia in controtendenza?
Alla luce di quanto accade in Europa si imporrebbe anche nel nostro Paese la necessità di scelte precise sui maggiori problemi economici (mercato e regole), appesantiti a causa del debito pubblico, per la cui riduzione si dovrebbe intervenire non escludendo mutamenti di rotta, a cominciare dalle spese militari per accrescere quelle di tipo sociale.
Ma chi sarà in grado di fare questa politica?
Per quanto riguarda i partiti si ripropone l’esigenza della ricomposizione di una sinistra che, unitaria negli obiettivi e plurale nelle ispirazioni sappia affrontare con decisione i problemi impellenti, senza rinunce alle proprie linee di fondo che ne snaturerebbero il carattere a beneficio della destra.

0 commenti:
Posta un commento