sabato 22 marzo 2008

Qualche riflessione

Siamo in piena campagna elettorale. Tabelloni, manifesti, trasmissioni televisive, banchetti e comizi. Proviamo a fermarci per 5 minuti per fare qualche breve considerazione. Ci stanno provando disperatamente, ognuno nel proprio campo, a far apparire queste elezioni come una partita a due, tra Pd e Pdl, o meglio, tra Veltroni e Berlusconi. Appelli al voto utile, mass media in tal senso egemonizzati e via discorrendo. E' evidente ormai a tutti come le differenze - non di stile ovviamente - programmatiche tra le due formazioni siano minime ed anticipano quello che potrebbe portarci il futuro : due blocchi che si combattono, se necessario ( per il " bene " del Paese... ) si uniscono, ma in buona sostanza, sempre appogiando le regole imposte dal Gran Capitale. Con l'ennesima accellerazione da parte di chi ha ancora più voglia di accreditarsi come vero rappresentante dell'irrappresentabile : per semplificare, l'operaio, ma anche il padrone. Le analogie con quanto succedeva in alcuni stati del Sud America non sono fuori luogo : il grande partito - a suo dirsi progressista - in realtà, specie nei temi economici di destra - e il partito di destra, sempre più " nazionalmente " protezionista e forse capace di - almeno a breve termine - di essere meno liberista. Tutto condito dalle pulsioni leghiste con tutto il loro armamentario politico-ideologico e dall'altra parte dalla reazione dipietrista, con la mai sopita di voglia di un paese governato dalla magistratura. Vedremo l'evolversi della situazione, ma il presente non ci fa ben sperare. Sia nel caso di una vittoria di uno, che dell'altro...o nel pareggio. Su questo torneremo nei prossimi giorni.
Comunque per chiudersi, questo triangolo ha bisogno di un terzo attore. A lui, a lei, si aggiunge l'altro : il sempre verde centro, appoggiato da parte delle gerarchie cattoliche al nord e al sud da tanti piccoli notabili locali, mobili come scooter nel traffico. Gente che moderata lo è solo a parole. Il centro spera di fare l'ago della bilancia, a creare subito dopo le elezioni un'asta politica, dove l'oggetto in vendita è il suo " appoggio " : di qua, di la, tutti insieme...Gli altri, sono poco più che comparse più o meno nobili di questa grande commedia. La destra-destra che cerca di unire Briatore al fascismo ma comunque sempre pronta a rientrare nei ranghi del Berluscon-partito; il Partito Socialista, a cui va comunque va riconosciuto il coraggio politico per la scelta autonoma ed orgogliosamente identitaria, nonchè per il tener duro sui temi della laicità; le tante liste più o meno personali ed il folklore delle liste comuniste : una gara a chi la spara più grossa.

Poi c'è la SA. Il travaglio pre-elezioni è stato complesso, sofferto. La questione del nome, del simbolo e della presenza o meno della falce e martello. Discussione importante sia chiaro, ma che è evidente, non ci ha favorito dato che ha aumentato le tensioni, oltre a farci perdere tempo, prezioso come oro in una campagna elettorale come questa. La composizione delle liste è una delle cose di cui non si dovrebbe essere fieri. Sull'esclusione di compagni in base al numero dei mandati non siamo d'accordo : perdere il contributo parlamentare di alcuni compagni validi è un lusso che la Sinistra non può permettersi. Passi per chi è in parlamento da vent'anni, ma non crediamo sia questa la strada per un rinnovamento politico-culturale e non crediamo il rinnovamento, specie se solo generazionale, sia un valore in sè. Sarebbe stato poi opportuno dare maggiore ascolto ai territori, il non averlo fatto ha creato grossi malumori, oltre a qualche testa di lista discutibile. In un momento molto delicato come questo, l'obiettivo sarebbe dovuto essere quello di tenere i partiti il più uniti possibile al loro interno e poi tra loro. Non era una cosa facile, e infatti questo obiettivo è stato raggiunto solo in una piccola parte. Inoltre, la campagna elettorale della SA è stata fino adesso troppo pregna di discussioni sul futuro, su come ognuno intende il soggetto unitario o su chi - posizione legittima - non lo vuole affatto. E' una discussione di fondamentale importanza, ma che proprio per questi crediamo sia fondamentale farla " a bocce ferme ", per non farsi influenzare da facili entusiasmi o ancora peggio da rancori che magari con la politica hanno poco a che fare. Purtroppo la discussione, in varie forme, è in corso ed è evidente che sta condizionando la campagna elettorale. In alcuni territori in modo positivo, ma in altri e sono forse la maggior parte, in modo negativo. Quando si è ancora all'inizio del percorso, chiunque pretenda di imporsi, compie un errore molto pesante. La discussione sul futuro della soggetto unitario, ma più in generale sul futuro della sinistra in Italia è un tema delicatissimo, che interesserà tutti nei prossimi mesi. Nei 4 partiti ma non solo : è innegabile che la prospettiva unitaria stia parlando anche al di la dei confini del Prc, Sd, Pdci e Verdi. Ciascuno lavorerà per gli obiettivi che ritiene più giusti.
Noi continuiamo a pensare che la necessità di una Sinistra plurale, anticapitalista, non residuale e culturalmente non minoritaria, con forte ispirazione socialista di sinistra sia fondamentale. Ci impegneremo in questa campagna elettorale anche per questo.

Sinistra Socialista

1 commenti:

francesco berni ha detto...

vi linko e di corsa

La Sinistra - L'Arcobaleno - Lo spot TV

Intervista a Fausto Bertinotti da Il Manifesto di domenica 9 marzo

Manifesto della Sinistra Socialista - Sintesi


La fine del vecchio e l'inizio del nuovo secolo sono segnati da una forte crisi che investe tutto l'intero sistema sociale : dall'economia alla cultura, dall'ambiente ai diritti. Le manifestazioni di questa crisi sono moltepilici : dalla crisi economica mondiale, che rischia di investire tutti gli stati sviluppati al dilagare della precarietà, finanche ad un mai risolto problema della disoccupazione; da un quanto mai attuale problema della pace nel mondo alle tragiche questioni ambientali, dall'invadenza della religione nella scuola, nella società, ad un imbarbarimento culturale delle giovani generazioni.Davanti ad uno scenario come questo, il nuovo movimento dei lavoratori, potrà vincere questa sfida solo dotandosi di un progetto ambizioso, alto e sinceramente realistico. Che trae la sua ispirazione dalle grandi culture politiche del passato ( socialiste e comuniste in primis ) e dalle grandi lotte che il movimento ha combattutto. La crisi di questo capitalismo è evidente, ma gli sbocchi non sono scontati : nella dilemma sempre attuale tra " socialismo e barbarie ", quest'ultima potrebbe prevalere.La capacità del nuovo movimento operaio di guidare ed incidere nei processi, potrà avere come possibile esito della crisi, il Socialismo. Socialismo che si svilupperà su pochi ma precisi criteri e valori : uguaglianza, centralità del lavoro, benessere economico diffuso, salvaguardia dell'ambiente, laicità della società come base dei diritti civili.Sarà necessaria nel tempo, una tessitura di alleanze riformatrici, con settori del nuovo movimento operaio e con settori della società progressista. Alleanze anche mobili, nel tempo e nei luoghi, senza perdere mai la prospettiva socialista ed anticapitalista. All'interno della varia articolazione della Sinistra, fondamentale sarà la ricerca dell'unità, nei contenuti, con partiti e movimenti. Dare cittadinanza politica alla Sinistra diffusa, a quella nascosta. La Sinistra che con coraggio e coerenza deve operare ovunque, in tutti i settori della società, dai luighi di lavoro alle periferie, dai movimenti a tutti i livelli delle istituzioni, senza paure. Per fare questo, è necessaria una chiara autonomia politico-organizzativa : plurale, che garantisca e che metta a valore le diverse esperienze e le culture.La situazione politica venutasi a creare in Italia ( due grandi partiti liberisti ) ci impone una svolta. La barbarie è dietro l'angolo.