sabato 15 marzo 2008

Lettera a Liberazione - pubblicata il 15-03-2008

Gentile Direttore,
innanzitutto ci complimentiamo per la nuova veste del giornale, davvero accattivante e funzionale. Se economicamente possibile, sarebbe una buona idea, magari per le due settimante antecedenti il 13 ed il 14 aprile, una vendita speciale a 50 centesimi. Questo farebbe ancora di più di Liberazione un importante strumento di battaglia politica.
A questa ci colleghiamo subito. La campagna elettorale è entrata nel vivo, i due "colossi" stanno dispiegando tutta la loro forza economica e di influenza sui media, la loro presenza è sempre più invasiva.
Tutti noi siamo impegnati quotidianamente a fronteggiare, come tanti Davide davanti ai due Golia, con banchetti, volantinaggi, iniziative sui territori, affissioni e via discorrendo. Se ci è poco possibile parlare ai precari, ai lavoratori, ai pensionati in televisione, lo facciamo nelle strade, nei mercati, davanti i luoghi di lavoro.
Ma c'è qualcosa che però non sta andando come dovrebbe. Proprio per quanto detto prima, ci chiediamo come mai, in un momento di grossa difficoltà come questo, si sceglie di fare una campagna elettorale di nicchia, autoescludente ? Proviamo a spiegare meglio. Fino ad adesso, leggendo Liberazione o vedendo cosa succede nei nostri territori, si notano esclusivamente iniziative - evidentemente quelle con i nostri dirigenti, candidati ecc. - in sala comunali, provinciali, universitarie, piccoli teatri. E' una scelta precisa quella di evitare le piazze, i comizi, l'incontro con fasce più ampie a magari meno " politicizzate " di gente ? Si vuole creare uno stacco tra i militanti con i banchetti nelle strade le iniziative al chiuso nei teatri ? E' una precisa scelta dovuta ad una strategia di marketing pubblicitario ? Crediamo che i compagni impegnati nella campagna elettorale debbano essere informati. Noi crediamo ad esempio, nella bontà del vecchio comizio, un modo per portare il nostro programma a tanta gente, non solo "addetta ai lavori". Ricordiamo quanto sono state efficaci, vive, emozionanti , le iniziative e i comizi nelle tante piazze con il compagno Vendola per scorse elezioni regionali. Vogliamo ritornare a sentire, come in passato, il compagno Bertinotti, non solo al chiuso di uno studio televisivo o all'interno di una sala, ma al centro di una grande piazza. Speriamo davvero in una risposta e in un cambio di impostazione.

Buon lavoro

Ass.ne Sinistra Socialista

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La Sinistra - L'Arcobaleno - Lo spot TV

Intervista a Fausto Bertinotti da Il Manifesto di domenica 9 marzo

Manifesto della Sinistra Socialista - Sintesi


La fine del vecchio e l'inizio del nuovo secolo sono segnati da una forte crisi che investe tutto l'intero sistema sociale : dall'economia alla cultura, dall'ambiente ai diritti. Le manifestazioni di questa crisi sono moltepilici : dalla crisi economica mondiale, che rischia di investire tutti gli stati sviluppati al dilagare della precarietà, finanche ad un mai risolto problema della disoccupazione; da un quanto mai attuale problema della pace nel mondo alle tragiche questioni ambientali, dall'invadenza della religione nella scuola, nella società, ad un imbarbarimento culturale delle giovani generazioni.Davanti ad uno scenario come questo, il nuovo movimento dei lavoratori, potrà vincere questa sfida solo dotandosi di un progetto ambizioso, alto e sinceramente realistico. Che trae la sua ispirazione dalle grandi culture politiche del passato ( socialiste e comuniste in primis ) e dalle grandi lotte che il movimento ha combattutto. La crisi di questo capitalismo è evidente, ma gli sbocchi non sono scontati : nella dilemma sempre attuale tra " socialismo e barbarie ", quest'ultima potrebbe prevalere.La capacità del nuovo movimento operaio di guidare ed incidere nei processi, potrà avere come possibile esito della crisi, il Socialismo. Socialismo che si svilupperà su pochi ma precisi criteri e valori : uguaglianza, centralità del lavoro, benessere economico diffuso, salvaguardia dell'ambiente, laicità della società come base dei diritti civili.Sarà necessaria nel tempo, una tessitura di alleanze riformatrici, con settori del nuovo movimento operaio e con settori della società progressista. Alleanze anche mobili, nel tempo e nei luoghi, senza perdere mai la prospettiva socialista ed anticapitalista. All'interno della varia articolazione della Sinistra, fondamentale sarà la ricerca dell'unità, nei contenuti, con partiti e movimenti. Dare cittadinanza politica alla Sinistra diffusa, a quella nascosta. La Sinistra che con coraggio e coerenza deve operare ovunque, in tutti i settori della società, dai luighi di lavoro alle periferie, dai movimenti a tutti i livelli delle istituzioni, senza paure. Per fare questo, è necessaria una chiara autonomia politico-organizzativa : plurale, che garantisca e che metta a valore le diverse esperienze e le culture.La situazione politica venutasi a creare in Italia ( due grandi partiti liberisti ) ci impone una svolta. La barbarie è dietro l'angolo.