sabato 8 marzo 2008

Intervista a Federico Coen

da http://www.sinistra-democratica.it/dalla-stampa/interviste-414

L’incontro con Federico Coen avviene presso la biblioteca della Casa della memoria in Roma dove egli ama trascorrere il suo tempo libero. Ricordiamo Coen direttore di Mondoperaio fino al 1984. Socialista di provata fede oggi dirige la rivista culturale da lui fondata “Lettera Internazionale”.
Recentemente in un tuo articolo hai manifestato qualcosa più che un interesse per quello che è il ruolo della Sinistra Democratica e più in generale della Sinistra Arcobaleno. Da qui l’esigenza di approfondire alcuni temi sollevati.

Il tuo intervento è apparso una presa di coscienza sulla situazione della sinistra in Italia Certo, vedo la Sinistra Arcobaleno come una esperienza molto interessante, capace di passare dalla protesta alla proposta e costruire una sinistra di governo, un incontro necessario di culture nel momento che alcune questioni, cito per tutte quella ambientale, diventano non rinviabili.Ma aggiungo che oggi la Sinistra Arcobaleno è l’unico gruppo politico, che ci piaccia o no, che ci permette di entrare nel Socialismo Europeo.

Quindi non temi una deriva radicale

Giovanni Pieraccini ha recentemente sostenuto che Bertinotti ha nei fatti superato il vecchio massimalismo, io concordo con lui e sono convinto che oggi la sua linea porta all’inserimento nella famiglia socialista, mentre vedo al contrario allontanarsene rapidamente il PD di Veltroni con le sue contraddizioni. Inoltre non basta fare un partito, ma precisare quali sono le battaglie da fare per esempio sulla laicità dello stato e della scienza e sulla necessità di uno sviluppo sostenibile. Nutro inoltre fiducia nella capacità di Bertinotti di saper coinvolgere nel processo di costruzione del nuovo soggetto politico nuove forze che vengono dal variegato mondo dell’associazionismo che non hanno mai trovato ascolto nelle oligarchie di partito.

Ma non vedi in questa sinistra la ricostruzione di spezzoni del comunismo italiano a scapito di altre culture?

Il vecchio PCI è rappresentato da Veltroni con le sue alleanze che derivano dalla tradizione comunista e ne ripercorre la strada, e questa tendenza parte dalla costituzionalizzazione dei patti lateranensi.
Noi socialisti eravamo contrari allora come adesso. E poi non è un caso che i verdi siano da questa parte.

Ma cosa dici della cultura socialista che sembra non trovare casa?

Esistono tanti ex socialisti, ma oggi più che mai non può esistere in Italia una sinistra orbata dalla storia migliore del socialismo. La Sinistra Arcobaleno se vuole essere credibile deve valorizzare al massimo chi rappresenta questa eredità etica a cominciare quindi dalla formulazione delle liste.

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La Sinistra - L'Arcobaleno - Lo spot TV

Intervista a Fausto Bertinotti da Il Manifesto di domenica 9 marzo

Manifesto della Sinistra Socialista - Sintesi


La fine del vecchio e l'inizio del nuovo secolo sono segnati da una forte crisi che investe tutto l'intero sistema sociale : dall'economia alla cultura, dall'ambiente ai diritti. Le manifestazioni di questa crisi sono moltepilici : dalla crisi economica mondiale, che rischia di investire tutti gli stati sviluppati al dilagare della precarietà, finanche ad un mai risolto problema della disoccupazione; da un quanto mai attuale problema della pace nel mondo alle tragiche questioni ambientali, dall'invadenza della religione nella scuola, nella società, ad un imbarbarimento culturale delle giovani generazioni.Davanti ad uno scenario come questo, il nuovo movimento dei lavoratori, potrà vincere questa sfida solo dotandosi di un progetto ambizioso, alto e sinceramente realistico. Che trae la sua ispirazione dalle grandi culture politiche del passato ( socialiste e comuniste in primis ) e dalle grandi lotte che il movimento ha combattutto. La crisi di questo capitalismo è evidente, ma gli sbocchi non sono scontati : nella dilemma sempre attuale tra " socialismo e barbarie ", quest'ultima potrebbe prevalere.La capacità del nuovo movimento operaio di guidare ed incidere nei processi, potrà avere come possibile esito della crisi, il Socialismo. Socialismo che si svilupperà su pochi ma precisi criteri e valori : uguaglianza, centralità del lavoro, benessere economico diffuso, salvaguardia dell'ambiente, laicità della società come base dei diritti civili.Sarà necessaria nel tempo, una tessitura di alleanze riformatrici, con settori del nuovo movimento operaio e con settori della società progressista. Alleanze anche mobili, nel tempo e nei luoghi, senza perdere mai la prospettiva socialista ed anticapitalista. All'interno della varia articolazione della Sinistra, fondamentale sarà la ricerca dell'unità, nei contenuti, con partiti e movimenti. Dare cittadinanza politica alla Sinistra diffusa, a quella nascosta. La Sinistra che con coraggio e coerenza deve operare ovunque, in tutti i settori della società, dai luighi di lavoro alle periferie, dai movimenti a tutti i livelli delle istituzioni, senza paure. Per fare questo, è necessaria una chiara autonomia politico-organizzativa : plurale, che garantisca e che metta a valore le diverse esperienze e le culture.La situazione politica venutasi a creare in Italia ( due grandi partiti liberisti ) ci impone una svolta. La barbarie è dietro l'angolo.